Archivio

venerdì 10 maggio 2013

Canto alla Vita


Canto alla vita
Al mondo e all’immensità
Canto alla solerte immagine
Di questo universo che rotola
E si perde lontano

In un solo istante puoi perdere tutto
Ma in un solo giorno
Puoi essere tutto

Inno alla vita
Al sogno
Ed al mare

Un eco suadente dalle acque calde e quiete
Abissi immensi
Immortali come desideri

Tutto ciò che vogliamo
Si chiama eternità
E tutto ciò che la nostra vita combatte
È per la libertà

Canto alla vita
Ode alla sera
Visione ed inquietudini
Di amare battaglie e gloriose vittorie

Vincere le paure
Vivere ancora
Oltre la vita

Niente di più stupendo
È guardare la notte che vince la luce
Che muove colori
E luci d’immane bellezza

Inno alla fine
Agli inizi
Ed alle ore eterne

Tremano tra le mani
Volano basse per toccare il mare
E poi spiccare il volo
Verso l’ignoto mio cuore

 V.Carmine 2011



Stronger


Forte lo sguardo
Feroce il silenzio…

Quando le ali aprirsi alla notte,
Già vedo:
Veloci passaggi di corpi evanescenti
Sulle ombre dei boschi abbandonati!

E sulle rive al tramonto
Aprirò le mani
Per riversare “AMORE”…,
su ogni austerità!

Redimerò tutti i miei peccati
Col suicidio delle innovazioni
Più pure e dure!

Forte il suono dell’ora…,
rieccola …che incalza e stride…

carro di fuoco …
dalla nube di polvere
verso me,
pietrifica il mio urlo!

forte lo sguardo
e visione  di eccelsa viltà
appare dalle linee del cuore… .

sta correndo verso me,
sta urlando il segreto più ostile!

la sua parola e’ stata folgorata  dall’immane sospiro
di chi dietro me…
ha già rivelato il sogno,
in un’istante!

V.Carmine  06/07/2010


E' tempo

Adesso che le mie ombre si distendono come un grido,
riesco a percepire il vuoto
che mi circonda il respiro…,

una vita fatta di strani giochi letali,
strane costumanze
“genere umano traslato dalla cupidigia fallimentare,
come lo stato psicotico del demonio”.


Ora…,e’ tempo…,
e’ tempo per morire nel fuoco
dei vostri incendi ormonali e simbiotici

E’ tempo…(questo);
per sradicare i fiori dei vostri idoli
appesi ai muri del ricordo più osceno (e scemo)!

Ed ora…,
l’ombra del mio proscenio,
diventa il tramonto della mia partenza…,
oltre mondi lontani,
oltre ciò che non direi mai…!

Il successo del mio tempo,
e’ stato mistificato dal terrore
il silenzio,
costruito dagli angeli
che ora dalla rupe ,
guardano con distacco
ogni verità vietata bruciare,
come gli idoli espressi
ed appesi alle pareti 
dell’indecenza umana!

v.carmine 23/07/2010

Prime ore del mattino


Prime ore del mattino
il vento racconta
Inquietudini e misteri

Sono stato sveglio sul rumore dei miei incubi
Così come lo sguardo mortale
Oltrepassava il silenzio
Delle prime ore estreme

Adesso le ombre dei miei segreti
colorano tele di nostalgica inquietudine
ed il tempo ferma le mie dita
Sulla cicatrice aperta da questa grandine di follia e miseria.

Prime ore del mattino
niente intorno solo rumori e fruscii di un respiro
Di presagi nefasti
Di un inverno arrivato e solerte

S’è fatta torbida l’aria
come la tua mente deceduta al mio bacio fugace
Come sguardi attraversati e mai razionali

S’è fatto buio
come sulle nebbie il dolore

Sentivo il momento Come fosse ghiaccio
raggelava ogni mio sguardo
Dopo il tramonto del mio messaggio

Al di là di questi vetri
Spessi di nobilis-poetica-infernalis



V.Carmine

Omaggio Poetico A Brancaleone di : Maria Eleonora Zangara


Le voci della notte


Vorrei avere l'insonnia perfettaper comprendere il senso di una notte
passata a pensare a quanta ipocrisia ci sia nei nostri sguardi affini telepatici e ad ogni modo sintomatici...
Vorrei avere la certezza di un respiro,
per confondermi tra la noia e la bramosia di un giorno vuoto
come sono i loro sistemi neurologici fallimentari ,
ma non sopporto la voce che mi chiama 
dentro il buio segreto 
che mi distanzia da ogni cosa che ho cercato di assaporare.
vorrei...,
vorrei avere un po' di te...,
ma non riesco ad avere me 
per regalarti un pezzo di questa mia speranza...,
sento solo il freddo intenso di un respiro affannoso
che non riesce a raggiungere nulla 
di quanto non sia stato fin'ora incerto.
Vorrei  vorrei avere un po' di sogni da spaccare sui muri dell'indecenza,
colorare un po' questi confini così feroci 
e provare ad avanzare verso la libertà.
Ma la notte arriva per tutti,
veloce,
mordace
violenta
come foglie sollevano stati d'animo 
e sistematici crolli cerebrali.
Non continueranno più queste parole 
dopo il buio; un addio,
e dopo un addio 
più nulla da dire.
Vorrei avere l'insonnia perfetta 
per controllare questi stati depressivi
raccontarli ai fogli che ho sparso per le mie vie,
e poi dar tutto a fuoco le parole che non sono riuscito a dire.
Ho sperato dentro un tuono controllato
la pioggia attraverso i vetri 
ora blocca i miei stati di coscienza avanzata
che mi hanno pervaso la casa 
di tenui sibillii,
di ombre e presenze....,
di peccati e maldicenze 
che ora forse 
mi terranno compagnia 
come un solerte canto
di pioggia 
carezze e magia.

Verduci Carmine 01/04/2013