Le voci della notte
Vorrei avere l'insonnia perfettaper comprendere il senso di una notte
passata a pensare a quanta ipocrisia ci sia nei nostri sguardi affini telepatici e ad ogni modo sintomatici...
Vorrei avere la certezza di un respiro,
per confondermi tra la noia e la bramosia di un giorno vuoto
come sono i loro sistemi neurologici fallimentari ,
ma non sopporto la voce che mi chiama
dentro il buio segreto
che mi distanzia da ogni cosa che ho cercato di assaporare.
vorrei...,
vorrei avere un po' di te...,
ma non riesco ad avere me
per regalarti un pezzo di questa mia speranza...,
sento solo il freddo intenso di un respiro affannoso
che non riesce a raggiungere nulla
di quanto non sia stato fin'ora incerto.
Vorrei vorrei avere un po' di sogni da spaccare sui muri dell'indecenza,
colorare un po' questi confini così feroci
e provare ad avanzare verso la libertà.
Ma la notte arriva per tutti,
veloce,
mordace
violenta
come foglie sollevano stati d'animo
e sistematici crolli cerebrali.
Non continueranno più queste parole
dopo il buio; un addio,
e dopo un addio
più nulla da dire.
Vorrei avere l'insonnia perfetta
per controllare questi stati depressivi
raccontarli ai fogli che ho sparso per le mie vie,
e poi dar tutto a fuoco le parole che non sono riuscito a dire.
Ho sperato dentro un tuono controllato
la pioggia attraverso i vetri
ora blocca i miei stati di coscienza avanzata
che mi hanno pervaso la casa
di tenui sibillii,
di ombre e presenze....,
di peccati e maldicenze
che ora forse
mi terranno compagnia
come un solerte canto
di pioggia
carezze e magia.
Verduci Carmine 01/04/2013

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