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venerdì 10 maggio 2013

Le voci della notte


Vorrei avere l'insonnia perfettaper comprendere il senso di una notte
passata a pensare a quanta ipocrisia ci sia nei nostri sguardi affini telepatici e ad ogni modo sintomatici...
Vorrei avere la certezza di un respiro,
per confondermi tra la noia e la bramosia di un giorno vuoto
come sono i loro sistemi neurologici fallimentari ,
ma non sopporto la voce che mi chiama 
dentro il buio segreto 
che mi distanzia da ogni cosa che ho cercato di assaporare.
vorrei...,
vorrei avere un po' di te...,
ma non riesco ad avere me 
per regalarti un pezzo di questa mia speranza...,
sento solo il freddo intenso di un respiro affannoso
che non riesce a raggiungere nulla 
di quanto non sia stato fin'ora incerto.
Vorrei  vorrei avere un po' di sogni da spaccare sui muri dell'indecenza,
colorare un po' questi confini così feroci 
e provare ad avanzare verso la libertà.
Ma la notte arriva per tutti,
veloce,
mordace
violenta
come foglie sollevano stati d'animo 
e sistematici crolli cerebrali.
Non continueranno più queste parole 
dopo il buio; un addio,
e dopo un addio 
più nulla da dire.
Vorrei avere l'insonnia perfetta 
per controllare questi stati depressivi
raccontarli ai fogli che ho sparso per le mie vie,
e poi dar tutto a fuoco le parole che non sono riuscito a dire.
Ho sperato dentro un tuono controllato
la pioggia attraverso i vetri 
ora blocca i miei stati di coscienza avanzata
che mi hanno pervaso la casa 
di tenui sibillii,
di ombre e presenze....,
di peccati e maldicenze 
che ora forse 
mi terranno compagnia 
come un solerte canto
di pioggia 
carezze e magia.

Verduci Carmine 01/04/2013


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